Week End alla Sarda!!


Buongiorno a tutti!

Oggi dedico questo spazio per ringraziare enormemente Agostino e Sandra per un week end spettacolare a base di carne di maiale allo spiedo!!

Approfitto della situazione per spiegare una cottura che non è molto comune al di fuori della Sardegna ma che è eccezionale per i momenti di compagnia con i parenti in campagna!

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La scorsa domenica abbiamo cotto mezzo maialetto da latte, il fegato, e interiora di maiale preparate in maniera particolarissima: dopo averle pulite accuratamente (ed è la parte più difficile della ricetta) si mettono le parti fini dentro l’intestino crasso (come un cavo elettrico) e si lega il tutto con una legatura particolarissima, fatta sempre con le interiora del maiale, che dà il nome alla pietanza: Treccia!

In Sardegna è buona norma, per tutti coloro dotati di casa con un bel giardino, avere uno spiedo di grosse dimensioni ed un girarrosto! Ciò che rende particolare queste pietanze è sia la scelta della carne che il tipo di cottura!

Il girarrosto permette di mantenere la carne sempre in rotazione (come i polli nelle rosticcerie) in maniera che si cuocia perfettamente da tutti i lati!

Come però vi dicevo prima la cottura è una delle più controverse, ognuno dirà che la sua è migliore delle altre!

Io mi limiterò a dirvi come abbiamo fatto noi e vi assicuro che il risultato è stato assolutamente EPICO!!

Come vedete dalle foto il barbecue è a terra. Non usiamo carbone di nessun tipo ma solo legna come l’eucalipto e il lentischio. Abbiamo messo sotto alcuni rami più grossi (diametro di 5 centimetri circa) e sopra di essi abbiamo usato, sia per accendere il fuoco, sia per alimentarlo successivamente, rami molto fini con foglie secche. Abbiamo consumato moltissime frasche per tenere il calore della fiamma alto e, saltuariamente, aggiunto rami più grossi per creare più brace. Le frasche assolvono principalmente a 2 compiti:

1 – a breve termine di fornire calore immediato uniforme a tutto il barbecue: possiamo mettere altre frasche dovunque la fiamma sia bassa o gli alimenti paiano un pò indietro con la cottura.

2 – il calore alto sopra i tronchi grossi li fa bruciare uniformemente e li tiene caldi sotto la cenere per una migliore brace successiva.

La cottura degli alimenti è durata circa un’ora e 30 minuti e solo negli ultimi 20 minuti si usa effettivamente la brace per dorare le carni. Questo è anche il momento in cui si dà una salatura abbondante, approfittando del fatto che la carne prenda aria e sfrigoli abbondantemente. In questo momento è anche possibile mettere più o meno brace a seconda sia del grado di doratura che di quello di cottura desiderato!

Mi sono davvero leccato i baffi!

Un piccolo consiglio per la treccia: innanzitutto fatevela preparare dal vostro macellaio di fiducia assicurandovi di dirgli che la pulisca molto bene (altrimenti risulterà lievemente amara), poi conditela con abbondante limone per donargli un sapore unico! Io personalmente ho aggiunto il mio tocco, per la verità poco necessario, con una salsina apposita: pestare nel mortaio rosmarino e sale (poco poichè la carne è già salata in superficie), aggiungere un cucchiaio di olio, due cucchiaini di succo di limone e due cucchiaini di vino bianco secco. Spennellate i vostri pezzi di carne e…

…Buon Appetito!!!

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