Tu non hai diritto di sentirti infelice…


Certe volte perdiamo di vista la nostra vita…

Tante volte chiacchieriamo con amici, parenti o partners di come va la vita, delle difficoltà, delle spese, delle fatiche. Tante volte ci lamentiamo con veemenza atteggiandoci a vittime. Tantissime volte diamo colpe agli altri di tutto quello che ci capita.

Esser felici non si misura in ricchezza materiale…

Poi di colpo trovi, al parcheggio del centro commerciale dove fai la classica spesa settimanale, un ragazzo sui 35 anni, poco più grande di me, un tipo di colore con un bel sorriso e modi gentili. Uno che quando gli chiedi come se la passa ti risponde in italiano corretto, non in dialetto storpiato per farti sorridere. Uno con il quale non puoi fare a meno di fermarti a scambiare quattro chiacchiere…e poi scopri che è laureato nel suo paese, che è un dottore, che per lui questa è la sua America. Ti verrebbe da strabuzzare gli occhi in casi normali, ma poi lo guardi e capisci: è un uomo con famiglia che sta lontano migliaia di chilometri dai suoi cari, clandestino, fuorilegge, per vendere quattro cretinate e fare qualche euro da mandare a casa sua. Qualcuno potrebbe pensare che non ci fa nulla con quegli euro…ma anche lì poi scopri che, quando vivi senza scarpe e vestito con grandi tessuti fermati da spille come abito da sera, quando mangi riso bollito per una settimana di fila, quando sei fortunato ad avere le medicine per curare i tuoi figli…improvvisamente un euro, che lì al cambio diventa un patrimonio, diventa una grande occasione. Ed allora un padre che ama la propria famiglia prende il barcone, lavora illegalmente, si spacca la schiena e la testa tutto il giorno al sole o a camminare sulla sabbia ardente pur di fare qualcosa. E, benchè sia una persona di un’intelligenza spiccata che meriterebbe tantissimo, dorme in un’appartamento affittato in nero assieme ad altri dieci compatrioti.

Ed allora io penso di essere in un gran paese. Un paese che mi permette di lamentarmi che non posso andare al cinema questa settimana. Un paese dove mi posso permettere di lamentarmi se non compro la pasta di Gragnano. Un paese dove io riesco perfino a buttare gli alimenti guasti, visto che comunque posso comprarmene di freschi ed ho un freezer dove conservarli.

E poi penso a quell’uomo. E penso che, nonostante la grande malinconia, quel tenore di vita, per me assurdo, che sostiene è la sua grande occasione per offrire una vita migliore per i propri figli. E lavora col sorriso, quel sorriso bianco che illumina il viso dalla pelle nera.

Qualche tempo fa pensai tutto ciò in un lampo mentre chiacchieravo con mia moglie. Un lampo che mi fece dire una delle frasi forse più cattive e sentite che abbia mai detto ma che lei comprese come neanche io avrei mai sperato.

Le dissi piccato: “Tu non hai il diritto di sentirti infelice”.

Non è un’accusa. Non vorrei che sembrasse tale verso chi legge il post insolito di oggi. Il mondo è pieno di problemi, pieno di casini davvero immensi, pieno di gente che muore ammazzata e di fame. E cinquant’anni fa nemmeno noi eravamo messi bene, lottando e lavorando ogni giorno come schiavi per riuscire a mangiare un panino. Riciclando pane vecchio e duro per non sprecare la più piccola briciola di cibo.

Ricchezza, potere, possedimenti non hanno mai fatto felice nessuno. Certo che rendono la vita più semplice e godibile, ma penso che non dovremmo mai e poi mai dimenticare dove e come viviamo.

Non penso nemmeno che ci si debba accontentare e rinunciare a stare ancora meglio. Ma guai a noi se dessimo per scontato il sapore di una pasta ben condita, anche il cibo meno saporito è degno di esser mangiato.

Voglio pretendere dalla mia vita, voglio ottenere di più, voglio essere realizzato…ma sapendo che ogni giorno io sono felice per quello che posso fare e per quello per cui posso lottare.

E, con un sorriso, Buona Giornata a tutti.

Mauro

8 thoughts on “Tu non hai diritto di sentirti infelice…

  1. Voglio essere sincera… Non mi sarei mai aspettata di vedere un post del genere in questo blog. Forse perché è un blog (prevalentemente almeno) di cucina e, come tutti i blog tematici ti porta a conoscere una persona quasi esclusivamente da un punto di vista. (Nel tuo caso quello culinario.) Però mi rendo conto.. che dietro un piatto di pasta, dietro delle crocchette, dietro un sushi ci sono un cuore, un cervello e un’anima e che non possono certo occuparsi solo di cucina..
    Il post mi ha molto colpita.. colpita ed affondata, direi. Quante volte mi sono ripetuta questo mantra.. “Pensa ai bambini che muoiono di fame, che non hanno niente.. pensa a loro.. e pensa a quanto le tue sofferenze diventino effimere.. al confronto”. E, a volte, mi sento malissimo. Così impotente, così piccola.. difronte ad una realtà maestosissima di miseria, di infelicità. Ne sento quasi il peso.. di questa impotenza.. un peso sul cuore.. che mi permette di gioire ma con riserva.. che mi fa pensare di non meritarmela proprio quella felicità.
    Grazie per averlo scritto, questo post. Chiudo il commento qui.. altrimenti trasformerò la mia camera in una valle di lacrime.. 😉
    Con stima,
    L.

    • Esser felici è una ricerca in sè stessi. Credo che dovremmo smettere di lamentarci di qualunque cretinata 🙂 Tutti possiamo e dobbiamo essere felici perchè non ci manca nulla per poterlo essere!

  2. Ringraziando IDDIO hai cambiato la foto.
    Mi ero appena mangiata un Ovetto Kinder e avevo dovuto chiudere senza finire il post.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...