Bucatini alla Matriciana


Non cominciate eh! Lo so benissimo che questa pasta viene dalla città laziale di Amatrice!

Secondo lo chef Teutonico, visto che io da me non lo sapevo, la ricetta originale è la Pasta all’Amatriciana. In quel di Roma, nei tempi poveri ed un pò furbi, i ristoratori hanno inventato questo formato di pasta chiamato Bucatino. Un formato di pasta che riempisse maggiormente piatto e stomaco, permettendo di diminuire un poco le porzioni da servire, con minimo ma costante guadagno del venditore alla spesa dell’ospite! Questa forma di imbastardimento viene chiamato Bucatino alla Matriciana!

A Roma bucatino è ancora sinonimo di fregatura, nel resto d’Italia invece è considerato un formato di pasta molto inusuale ma piuttosto buono. Io devo dire che lo trovo buonissimo con solo una controindicazione: sembra un’anguilla viva nel piatto! Come si comincia ad attorcigliarlo nella forchetta la salsa schizza a destra e a manca con grande piacere della moglie che mi guarda inorridita il maglione che diventa pian pianino pieno di pois rossi!

Poi…ieri li ho cucinati con estremo orgoglio, poichè ritengo questo piatto, al pari della Carbonara, uno dei piatti più gustosi della cucina italiana…ma mia moglie ha una tolleranza al piccante bassissima! Nonostante io l’abbia fatto piccante secondo i miei gusti, lei l’ha trovato immangiabile…che peccato…l’ho dovuta accontentare con una bistecca di controfiletto per farmela tornare felice!

Un piatto semplicissimo con un sapore assolutamente fantastico!

Un piatto semplicissimo con un sapore assolutamente fantastico!

Ingredienti per 4 persone:

  • 200 g di guanciale o pancetta
  • 4 pomodori grandi da sugo
  • 2 peperoncini essiccati
  • olio di semi
  • 320 g di bucatini
  • pecorino romano
  • sale

La ricetta originale prevede il guanciale, ma io avevo solo pancetta. In caso abbiamo guanciale non vi è bisogno di olio.

Per prima cosa mettiamo a bollire dell’acqua in un pentolino. Facciamo un piccolo taglio a croce dal lato opposto del picciolo dei pomodori e li immergiamo in acqua bollente per 3 minuti. Passati questi minuti li scoliamo in acqua ghiacciata o in acqua fredda corrente. Peliamo i pomodori con la pelle che verrà via facilmente.

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Tagliamo i pomodori prima a fette e poi a cubetti grossolani. Tagliamo il guanciale a striscioline dopo averlo privato della cotenna. Mettiamo a bollire l’acqua della pasta con la solita regola: 1 lt di pasta e 10 g di sale ogni 100 g di pasta!

Bucatini alla Matriciana 3

Mettiamo il guanciale a soffriggere nel suo grasso in una casseruola grande. Se usiamo la pancetta aggiungiamo un filo di olio di semi. Cuociamo a fuoco alto fino a che comincia a crearsi una crosticina. Quando accade aggiungiamo tutto il pomodoro e continuiamo a cuocere qualche minuto a fuoco medio. Aggiungiamo anche il peperoncino secco tagliato finemente, possiamo aumentare o diminuire secondo gusto.Quando il pomodoro si disfa e prende un lieve colore arancione è pronto.

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Non scoliamo i bucatini nel colapasta ma usiamo una pinza come quelle per l’insalata e li versiamo al dente direttamente nella casseruola con la salsa. Li mescoliamo per bene, eventualmente aggiungendo un poco di acqua di cottura, a fuoco alto. La salsa deve essere bella ristretta e non “brodosa”.

A nostro piacere condire con pecorino romano durante la mantecatura oppure sul piatto.

Gustiamoceli belli caldi e con un tovagliolone come nei film degli anni 70!

QUANTO MI COSTA? L’Ammatriciana è un piatto povero di base ed il suo costo è piuttosto contenuto! Il costo per porzione è di circa € 0.65!

4 thoughts on “Bucatini alla Matriciana

  1. Buona, mi ricorda le mie vacanze ad Amatrice quando, dopo la pizza ci si mangiava una bella amatriciana.
    Pero devo dirti che la cittadina si chiama Amatrice.
    Provincia di Rieti.
    A meno che tu non volessi usare il dialetto sabino: allora vabé.
    Amatrìci
    Abbastanza antipatica vero?
    Donna cicoria

    • Macchè antipatica! Io son sardo e non son mai stato ad Amatrice! Quindi approfitto della tua conoscenza e cambio il nome della città! Mi sono talmente distratto con la “Matriciana/Amatriciana” che non ho controllato il nome del luogo d’origine!

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