Quelli Che…L’Apocalisse delle 20.30!


Provocatorio? Probabilmente si.

So benissimo che questo è un blog di cucina però a volte le parole ed i pensieri non ce la fanno a rimanere volatili e vogliono stare impressi da qualche parte per poter essere letti e mostrati. Concedetemi questo momento di egotismo.

Io amo l’Italia alla follia…e la odio con tutto il cuore!

Ci sono un miliardo di motivi per cui l’Italia non ha rivali al mondo: cultura, cibo, prodotti agricoli, vini, creatività…potrei passare ore ad elencarle tutte. Nonostante ciò l’Italia ha la naturale capacità di auto affossarsi.

Siamo un popolo naturalmente incline alla corruzione, siamo il popolo dei “favori”, siamo il popolo del “qualcuno lo deve sistemare ma quel qualcuno non sarò io”.

Ci sono ristoratori che si lamentano della crisi ed offrono dei prodotti definibili al meglio mediocri, ci sono imprenditori che credono che per fare soldi basti avere una partita iva ed un negozio, ci sono impiegati che pensano che per lavorare serva un contratto ma il lavoro di per sè non sia necessario. Eppure allo stesso tempo abbiamo la capacità di sopravvivere in maniera geniale alle avversità.

Tutto ciò mi fa imbestialire! Io ho avuto la fortuna di andare a lavorare all’estero e vi posso assicurare che gli Italiani sono amati per il loro estro, creatività, attenzione al cliente e capacità di lavorare nelle “zone grigie” (quelle dove nessuno ha competenza specifica). Sono altresì odiati perchè, come i nostrani immigrati clandestini e non, prendono il lavoro dei residenti. Eppure in casa nostra siamo capaci di metterci così tanti paletti da rendere impossibile raggiungere qualsivoglia successo se non a spese della propria dignità, famiglia, sanità fisica e mentale, legalità.

Si, proprio LEGALITA’. Quando un amministratore di condominio fa un appalto non sceglie quello più conveniente ed utile al condominio, ma quello con la mazzetta maggiore (lo dico per testimonianza diretta di un caro amico); quando vogliamo far passare un progetto è sempre preferibile conoscere qualcuno per far si che gli impiegati in comune LAVORINO ATTIVAMENTE su quel progetto. L’elenco di queste storture potrebbe andare avanti per anni. La cosa peggiore di tutte? Ci siamo anestetizzati!

Siamo arrivati al punto che per denunciare ci esponiamo ad essere esclusi dal giro, sia esso lavorativo o amministrativo, per denunciare dobbiamo fare praticamente noi l’indagine poichè tra conoscenze e legami di massoneria (c’è anche quella ve lo assicuro) perfino alcune forze dell’ordine mettono i bastoni tra le ruote.

Un giorno dal balcone di casa vidi un uomo attempato inseguire un ragazzo con un bastone, chiamai la polizia:”Il ragazzo è stato colpito?” “Non ancora” dissi. “Allora se il ragazzo avrà problemi ci chiamerà!”…CHE MINCHIA VUOL DIRE SE AVRA’ PROBLEMI?

Contemporaneamente a queste ingiustizie, assolutamente da denunciare, ci siamo specializzati nel lamentarci di qualunque cosa succeda. Ora è di moda protestare contro la vivisezione. Per chi non lo sapesse LA VIVISEZIONE E’ ILLEGALE! Se ne parla a sproposito per parlare in maniera più violenta della sperimentazione animale, purtroppo ancora largamente necessaria per sviluppare prodotti di svariati tipi che non siano nocivi a uomini ed animali. Si parla di “carnivori assassini” per chi mangia carne nella propria dieta, si parla di F35 che, se non comprati, risolverebbero tutti i guai immensi dell’Italia; si parla di Berlusconi perseguitato dai giudici quando lui stesso ha fatto delle leggi per essere “più uguale degli altri di fronte alla legge”.

Insomma, tutti parliamo di tutto ed agiamo poco. Agiamo pochissimo. Oramai non andiamo neanche a votare.

Non voglio fare il moralista nè tirarmi fuori da questo modo di fare. Una cosa però la voglio dire: CI MERITIAMO UN’ITALIA MIGLIORE SENZA SFORZARCI DI CAMBIARLA TRAMITE LEGALITA’ E SOLUZIONI?

Potremo cambiare le cose solo quando riusciremo a far passare le nostre proposte, solo quando potremo dire in cosa siamo disposti a sacrificarci per l’Italia. Solo quando smetteremo di essere semplicemente contro tutto.

E’ davvero troppo facile far fare sacrifici a tutti gli altri, senza la più pallida idea di cosa ciò comporti.

Si comincia dal pretendere lo scontrino, si continua chiedendo ricevute, mettendo i propri vestiti in disuso a disposizione delle società di beneficenza, comprando un panino ad un mendicante (piuttosto che dargli qualche spicciolo), denunciando le situazioni di illegalità, non parcheggiando in sosta vietata o sul marciapiede o in zona disabili.

Potrei continuare all’infinito ed allo stesso tempo mostrare in quante cose diciamo “solo 5 minuti” e “ma che vuoi che sia”.

Un’ ultima cosa: quando qualcuno non paga le tasse si giustifica dicendo sempre che “lo Stato” gli chiede troppo. Ma chi è lo stato? Beh, per chi non lo sapesse lo stato siamo tutti noi, i soldi non versati da qualche idiota li verso io dal mio portafogli! Ogni scontrino non emesso sono soldi che IO PAGO per quella persona, la sua assistenza medica, i suoi assegni familiari, le sue strade. Ogni scontrino non pagato, ogni tassa evasa è come se mi rubassero il portafogli!

Non so cosa farò, ma credetemi che ne ho piene le scatole di tutti quelli che non propongono nulla e contemporaneamente biascicano di giustizia sociale senza un minimo di cognizione di causa! Forse mi darò alla politica, forse all’ippica…non ne ho idea.

Non rimarrò con le mani in mano, né io né l’Italia ci meritiamo chi rimane inattivo aspettando l’apocalisse seduti in poltrona davanti alla tv.

6 thoughts on “Quelli Che…L’Apocalisse delle 20.30!

  1. Dopo questo post la stima che ho di te (già alta) è salita del 10.000%. Finalmente qualcuno che ha capito le cose come stanno!

      • Assolutamente d’accordo.. ormai penso che quella che è stata bollata per anni come rassegnazione italiana sia invece menefreghismo nei confronti di una terra che potrebbe darci, invece, davvero tanto. Povera Italia!

  2. Siamo il popolo del “finché la barca va…” Ma per quanto andrà ancora? Ci rendiamo conto che “va” a fondo e non solo alla deriva?

    • Di una cosa mi sono accorto: se non si fa qualcosa nel piccolo di ognuno non si va da nessuna parte. In tanti si professano come salvatori della patria ma poi alla resa dei conti non mettono mai il dito nella tana dei serpenti.

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