Fave, Fave, Fave!


Parafrasando un film sull’attacco giapponese a Pearl Harbour oggi parliamo di fave! Tranquilli, dopo una bella mangiata di fave la prima vostra andata in bagno sembrerà il secondo attacco giapponese alla famosa isola!

Le fave sono il cibo povero per eccellenza in Sardegna ed in tutta Italia! Purtroppo in Sardegna sono talmente amate che siamo anche gli unici ad avere un’allergia alle fave, appunto il favismo…che sfiga!

Al di là dei pochi sfortunati, perchè chi è fabico se la passa davvero male con questi legumi anche solo nelle vicinanze, le fave sono uno spettacolo per le papille gustative celebrando tutta la tradizione di cui è dotata la nostra splendida isola!

Usare questi legumi è semplicissimo ma, come sempre, ci sono un sacco di accorgimenti per usarli al meglio!

Per cominciare si possono usare sia fresche che essiccate, come tutti i legumi. Come riconoscere delle buone fave? Se sono secche mettiamoci l’anima in pace, che io sappia non ce ne sono fino a dopo la cottura. Le fresche invece sono di gran lunga più semplici: le togliamo dal baccello come i classici piselli e poi ne stacchiamo il picciolo con una leggera pressione di un dito; se sotto il picciolo è verde chiaro è buonissima, se è scura invece è più vecchia.

In genere le fave più vecchie cuociono più lentamente e tutto questo rende difficile una cottura uniforme. Capiterà di avere delle fave perfettamente cotte ed altre durette ancora mezze crude. Con qualche accorgimento possiamo comunque renderle assolutamente deliziose in ogni caso.

Fave e Pancetta

Ingredienti per 8 persone:

  • 500 g di fave essiccate
  • mezzo cucchiaino di bicarbonato
  • 6 pomodori ciliegini
  • 250 g di pancetta tesa
  • mezza cipolla
  • sale a piacere
  • acqua quanto basta
  • 50 g lardo
  • olio extravergine di oliva
  • uno spicchio di aglio

Premuniamoci la notte prima di mettere le fave a bagno in abbondante acqua con mezzo cucchiaino di bicarbonato. Questo renderà più veloce la cottura e impedirà al nostro intestino di brontolare eccessivamente dopo mangiato!

Il giorno dopo, tritiamo finemente la cipolla, l’aglio e tagliamo la pancetta a strisce. Laviamo anche i pomodori e li tagliamo in 4 parti. Tagliamo il lardo a tocchettini.

Prendiamo una bella pentola con fondo grosso e bordi alti ed aggiungiamo olio di oliva e lardo fino a coprire il fondo della pentola. Versiamo la cipolla e l’aglio a soffriggere per circa 5 minuti. Quando il lardo comincia a sciogliere e la cipolla comincia ad imbiondire inseriamo le strisce di pancetta e le facciamo rosolare per bene. Quando cominciano a dorarsi inseriamo anche i pomodori. E’ importante che i pomodori siano a contatto con il fondo caldissimo della pentola quando li inseriamo per caramellarli e togliere un pò della loro acidità, quindi gli faremo spazio per farli soffriggere un minuto. Dopo un poco mescoliamo tutto ed aggiungiamo anche le fave sciacquate accuratamente dalla loro acqua. Da parte scaldiamo altra acqua che dobbiamo aggiungere alle fave e pancetta. Scaldandola non fermeremo la cottura della zuppa. Riempiamo con l’acqua calda, possibilmente bollente, usare un bollitore aiuta parecchio. Riempiamo fino a filo con le fave. Cuociamo a fuoco alto per circa 40 minuti, aggiungendo un poco di acqua durante la cottura per mantenere a filo almeno fino a 10 minuti dalla fine della cottura. Regoliamo di sale a nostro piacimento.

Terminata la cottura facciamo riposare un attimo per far rinvenire la pancetta ed assorbire un poco di condimento. Serviamo calda! Se vogliamo si può aspettare un ulteriore giorno! Le fave assorbono una parte del brodo diventando ancora più saporite! Spettacolari!

Ora…c’è chi adora le fave con la buccia, chi le adora senza e perfino chi adora sbucciarle sul piatto! Sapere chi le mangerà aiuta moltissimo! Se vogliamo le fave sgusciate direttamente possiamo fare un taglio sulla buccia e precuocerle per 10 minuti in acqua bollente. Dovrebbe rendere la buccia abbastanza morbida da permetterci di estrarle. Senza l’involucro protettivo potrebbe volerci meno per cuocerle, quindi facciamo attenzione!

E’ comunque un piatto semplicissimo e davvero gustoso! Il suocero super tradizionale ha fatto perfino il bis!

QUANTO MI COSTA? Pochissimo! La pancetta è la parte che costa di più ma ce la possiamo cavare con circa € 0.50 per persona! Se poi non ci piacciono le fave? Beh, ceci e fagioli possono essere usati tranquillamente come sostituti!

4 thoughts on “Fave, Fave, Fave!

  1. scusa, le fave secche non si cuocciono così, dopo averle tenute a bagno tutta la notte si “spizzicano” ovvero si leva l’unghietta scura sovrastante. Te lo dico dalla patria della fava cottoia Modicana, Modica appunto, dove le fave anticamente erano la carne dei poveri e si cuocciono in tanti modi. Per il resto il tuo blog è molto molto carino.

    • Buongiorno Fiorella! Per primissima cosa grazie tante per essere in queste pagine, sei sempre la benvenuta!
      Per quanto riguarda le fave onestamente, benche’ le adori, non ne so tantissimo. Mi limito, nella mia ignoranza, a leggere le istruzioni nei pacchetti comprati al supermercato che, come sai, hanno gia’ il picciolo staccato. Ricordero’ la precisazione! Ogni informazione in piu’ puo’ solo renderci migliori!

      • sempre disponibile a ogni chiarimento sull’argomento “fave”..
        :-).
        secche senza buccia a purea si chiamano “macco”, secche con la buccia (senza pizzicheddi) si fanno con il cavolo e la cotenna di maiale, e poi si fanno anche con una pasta fatta a mano molto grossa detta “lolli”… insomma siccome una volta c’era solo questo almeno si variava la preparazione….. e quando uno si da delle arie pur non provenendo da un ambiente altolocato gli si dice… “n’ahi mangiatu favi che pizzicheddi” nel senso “avevi tanta fame da non levare nemmeno l’ungula delle fave..
        AUGURI per la vostra avventura londinese

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